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Una stanza per la coppia. Una per te.

E i due terapeuti che si parlano.

Il limite di fare una cosa sola

Solo terapia di coppia: ci sono cose che davanti al partner non si riescono a dire. Per protezione, per vergogna, o perché non le hai ancora dette nemmeno a te. Restano fuori dalla stanza e continuano a lavorare dentro di te, aumentando rancori e distanza.

Solo terapia individuale: puoi capire perfettamente il tuo funzionamento, la tua storia, i tuoi schemi. Poi torni a casa e la relazione è ferma esattamente dov'era, perché nessuno ha lavorato sul sistema.

Due terapie separate, ognuno con il proprio terapeuta che non conosce l'altro: è la situazione peggiore, ed è la più diffusa. Due professionisti ricevono due versioni opposte della stessa storia, ciascuno alleato della propria persona, ciascuno che senza volerlo rinforza una posizione. La coppia si polarizza. Ho visto crisi accelerare per questi motivi.

Come funziona qui

Il percorso di coppia lo tengo io. Il percorso individuale lo segue un terapeuta dell'équipe che scelgo io. (In alcuni casi si fa il contrario: dipende da dove serve di più il mio sguardo.)

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I due terapeuti si coordinano. Con confronti periodici sull'andamento del lavoro: non per riferire contenuti, ma per allineare la direzione, che è esattamente quello che manca quando i terapeuti non si conoscono.

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Le regole di riservatezza sono scritte e le concordiamo prima di iniziare. Quello che porti nella stanza individuale resta lì. Tra terapeuti passa il livello del lavoro, non i tuoi segreti, e al partner non riferisce niente nessuno. Se questo confine non è chiaro il sistema di fiducia non funziona: per questo lo mettiamo nero su bianco al primo incontro.

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Non è obbligatorio e non serve a tutti. In molti percorsi non c'è nessun bisogno di attivarlo.

Esempi di situazioni in cui cambia davvero il risultato

Quando litigate moltissimo, e non è mai per il motivo che sembra

Le liti partono da un dettaglio (un messaggio non risposto, un tono, un piano cambiato all'ultimo) e nel giro di due minuti siete altrove, a dirvi cose che non c'entrano niente con il messaggio. Poi passa, e la volta dopo la situazione si ripresenta identica.

La paura di essere lasciati, per cui una serata fuori diventa una minaccia.

Il sospetto di non andare mai bene, per cui una richiesta suona come un'accusa.

Nella stanza di coppia si smonta il circuito: qual è la scintilla, chi si accende per primo, in che punto la discussione smette di riguardare la cosa di cui state discutendo.

Nella stanza individuale si lavora sull'allarme, che in coppia si può descrivere ma non disinnescare, è nato in un'altra storia, molto prima. E c'è un motivo pratico per tenerlo separato: quando gli schemi vengono nominati davanti a entrambi diventano armi. "È la tua paura dell'abbandono, non sono io."

Lavorare solo in coppia vi fa diventare bravissimi a gestire un allarme che continua a suonare. Lavorare solo individualmente vi aiuta a capire da dove viene quella sensibilità, mentre a casa il circuito continua a innescarsi più in fretta di quanto riusciate a elaborarlo.

Quando il desiderio è sparito

Nella stanza di coppia si lavora su quello che succede tra voi:

come vi siete organizzati intorno all'assenza di sesso, chi cerca e chi si sottrae, cosa avete smesso di chiedere per non sentirvi dire di no.

Nella stanza individuale entra quello che in coppia non entra:

com'era il desiderio prima di questa relazione, cosa hai imparato sul tuo corpo da adolescente, cosa senti davvero quando il partner ti tocca, e che magari non hai mai detto a nessuno.

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Sono due lavori diversi che devono avvenire nello stesso periodo. Farli in sequenza costa il triplo del tempo. Farli in parallelo senza coordinamento rischia che uno dei due stia tirando dalla parte sbagliata.

Dopo un tradimento

Chi ha tradito e chi ha scoperto hanno bisogno di due lavori completamente diversi e nessuno dei due si può fare davanti all'altro.​

Da una parte: immagini che tornano senza permesso, il crollo di quello che si dava per certo, la vergogna di voler restare comunque.

Dall'altra: capire cosa si stava cercando, cosa ha reso possibile quella scelta e reggere il peso di essere la persona che ha fatto il danno senza scappare o senza chiedere perdono ogni cinque minuti per far tacere il senso di colpa.

E nel frattempo la coppia deve decidere se c'è ancora una coppia - una domanda impossibile da affrontare mentre entrambi sono in uno stato di emergenza.

Tre lavori, tre tempi diversi. Servono più stanze.

Famiglie ricomposte e nuovi partner

Quando entra un nuovo partner e ci sono figli, le relazioni da tenere si moltiplicano: voi due,

tu e i suoi figli

il partner e i tuoi

i figli tra loro

gli ex

le due famiglie d'origine

Nella stanza di coppia si lavora su cosa decidete e come lo comunicate: chi fa la regola e chi la applica, quanto aspettare prima delle presentazioni, cosa si dice ai bambini e con che parole.

Nella stanza individuale si lavora su tutto quello che non puoi dire davanti al partner: che con i suoi figli non scatta niente, che ti senti in colpa verso i tuoi, che certe sere pensi di aver sbagliato tutto.

È il caso in cui separare le stanze fa la differenza più grande, perché qui le cose non dicibili sono tantissime - e se non hanno un posto dove andare, finiscono nei litigi.

Come si parte

Sempre da una videochiamata strategica con me. Anche se hai già in mente di volere solo un percorso individuale, o solo di coppia: quel primo incontro serve esattamente a capire quale sia il formato giusto.

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