Due sguardi sulla tua storia.
Chi c'è dietro il tuo percorso.
Gli orientamenti presenti nell'équipe
Ogni terapeuta ha la sua formazione e le specializzazioni sono diverse tra loro. Non è un dettaglio tecnico: significa che quando un caso viene discusso, viene guardato davvero da angolazioni differenti, non da professionisti che pensano allo stesso modo.
Cognitivo-comportamentale
(il mio orientamento)
Lavora su pensieri automatici e comportamenti concreti, con obiettivi verificabili. Utile su ansia, panico, ossessioni, evitamenti - anche quando compaiono dentro una crisi di coppia.
Costruttivista
Si occupa di come costruisci il significato delle cose e di come racconti la tua storia. Utile quando il punto non è cosa è successo, ma cosa quel fatto dice di te.
Sistemico-relazionale
Guarda il sintomo come qualcosa che accade tra le persone, non dentro una sola. Utile quando il problema si sposta: risolvi una cosa e ne compare un'altra, o cambia la persona della famiglia che "sta male".
Gestaltico
Lavora sul contatto, sull'emozione mentre accade, sul corpo. Utile quando capisci tutto razionalmente e non cambia niente lo stesso.
Neuropsicologico
Valuta memoria, attenzione, funzioni cognitive. Utile quando serve capire se dietro una difficoltà relazionale c'è anche una componente cognitiva.
Il punto non è l'orientamento di chi ti segue. È che, qualunque sia, non lavora da solo.
Quando un caso viene portato al confronto, chi lo guarda ha strumenti diversi da chi lo sta seguendo. È spesso lì che compare l'idea che sblocca strumenti nuovi.
Come decido a chi affidarti
Il tipo di problema. Alcuni quadri richiedono competenze specifiche e non improvvisabili.
Il tuo modo di funzionare. C'è chi ha bisogno di struttura ed esercizi, chi ha bisogno di spazio e silenzio. Sbagliare questo abbinamento è la prima ragione per cui una terapia che hai già provato non ha funzionato.
Il quadro complessivo. Se è attivo anche un percorso di coppia con me, scelgo un collega con cui il coordinamento funziona bene.
Nell'équipe la tariffa è unica:
decidiamo chi ti segue in base alle necessità del tuo percorso, non al tuo budget.
Le sedute con me hanno una tariffa diversa, ma qualunque sia la scelta la mia supervisione sul percorso è sempre compresa.
Perché non trovi nomi e fotografie
Sulle piattaforme il terapeuta si sceglie scorrendo profili: foto, età, un paragrafo di presentazione. Si sceglie in base a una faccia che ispira fiducia. È un criterio comprensibile per un sito di incontri (anche se potremmo parlarne per ore), ma per il terapeuta è un criterio sbagliato.
Qui funziona diversamente. La prima videochiamata la fai con me. Poi ti faccio una proposta io. Motivandola. Perché dopo il colloquio so cosa serve nel tuo caso e conosco il modo di lavorare di ciascuna delle persone con cui collaboro.
Non è una scelta da un catalogo. È un affidamento ragionato e motivato.
E soprattutto: il caso resta mio
Affidare non vuol dire passare la pratica a qualcun altro.
Ogni percorso dell'équipe resta sotto la mia supervisione. Mi confronto con regolarità con il terapeuta che ti segue: come sta andando, dove si è fermato il lavoro, cosa vale la pena provare. Se qualcosa non si muove, ce ne accorgiamo, non aspettiamo che tu molli la terapia senza speranze, con la percezione di avere fallito.
In uno studio privato, sul tuo caso ragiona una testa.
Con me e un collega, hai almeno due esperti che ragionano con te.